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martedì 2 giugno 2009

Contestiamo Papi ovunque vada

Credo che facciamo malissimo a concentrarci solo sulle cronache di Topolandia, su Noemi, su Topolanek ed Apicella.

Naturalmente sono fatti gravi che in qualunque altro paese serio e con dei giornalisti meno servili avrebbero provocato la sparizione dalla vita pubblica di Papi. Ma qui siamo in Italia, dove i giornalisti veri scarseggiano e le mani di Papi si stendono su quasi tutte le Tv e giornali.

Quello che davvero dovrebbe colpirci, sono i numeri spaventosi della crisi in Italia che Papi ed i suoi dipendenti pomposamenti chiamati ministri, fingono di ignorare. La disoccupazione ormai e' al 10%, il Pil e' crollato a quasi -6 e non accadeva da quasi 50 anni. Licenziamenti, cassa integrazione e fallimenti sono all'ordine del giorno. Abbiamo i salari piu' bassi d'Europa, nessun ammortizzatore sociale e le file dei Precari, i nuovi schiavi senza alcun diritto si ingrossano sempre di piu', senza parlare del debito pubblico che lievita oltre ogni soglia.

In tutto questo disastro i provvedimenti del governo sono inesistenti, ha salvato solo le banche e quindi se stesso. Neanche gli appelli della chiesa, di confindustria, della confcommercio, dei sindacati hanno ottenuto alcun effetto concreto.

E ci ritroviamo con un premier che invece di lavorare per risolvere la crisi che sta investendo il paese, si affanna l'anima per nascondere Topolandia e la sentenza Mills.

Fara' con gli italiani come ha fatto con gli abruzzesi che chiedono la ricostruzione delle loro case, a loro ha promesso di mandarli in vacanza in crociera, a noi una gita a Gardaland.

Cosa aspettiamo a cacciarlo? Bisogna organizzare contestazioni dovunque lui vada, e non per gridargli solo: "Papi! Noemi! Topolandia!", ma chiedendo anche di fare qualcosa di concreto per l'Italia e non solo per Mediaset.