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sabato 7 agosto 2010

Venghino signori, venghino.

"Ma hai sentito che forse ci saranno le elezioni?"
"Non me lo ricordare, ed ora che cazzo facciamo?"



Venghino signori, venghino.

Ad ammirare le incredibili storie del Belpaese, dell'Itaglia del nuovo ventennio berlusconiano. Dopo aver visto un ministro che serio serio giurava di essersi ritrovato qualcuno che a sua insaputa gli aveva comprato casa, sembrava di aver raggiunto l'apice.
Ma il nostro è un paese surreale, fatto di poeti, navigatori e malfattori fantasiosissimi. Cosi' ecco Gaucci che dichiara di aver vinto due miliardi alla lotteria e di averli dati alla sua amatissima e innamoratissima fidanzata che a sua volta dice di averli vinti lei e di averli dati lei a lui per "farli fruttare". E con una parte di quei soldi, essersi comprata una casa a Montecarlo, a prezzi da monolocale a Quarto Oggiaro, lasciata in eredita' ai neofasci da una nobildonna nera.
Che il suo compagno fosse all'epoca il capo dei neofasci e' pura coincidenza, vero?.
E lui, il neofascio in doppiopetto, complice da 16 anni di un regime di malavitosi, che come un principe azzurro all'incontrario si sveglia dopo un lungo sonno e scopre che sono dei cattivoni. Che sorpresa!
Poi c'è La Russa, un ministro neofascio e neoscendiletto del pornoduce, che non vuole che i rappresentanti di un governo neofascio vadano a commemorare le vittime di un attentato fascista perchè sennò li fischiano.
Poi c'è un tipo in camicia verde in evidente stato di alterazione mentale, farfugliando chiama ventimilioni di "padani" in piazza se si scioglie il governo prima di aver fatto il federalismo, però poi si dimentica di dire cos'e' in pratica e quanto ci costera' "il federalismo".
Poi c'è Casini, un cattolico di stretta osservanza ma multifamiliare, presenza inutile ieri come oggi, che era impegnato a votare tutte le leggi porcata di due governi fa del nano mafioso, ma ora accusa di squadrismo i giornalisti zerbini della famigghia di Arcore e sogna una nuova balenottera bianca.
Poi c'è D'Alema, una sconfitta coi baffi, che e' terrorizzato dall'idea di nuove elezioni e di fronte agli umori della gente che vede in Vendola l'ultima speranza per salvare il salvabile, invece che investirlo immediatamente come leader dell'opposizione lo investe con la macchina (o al massimo lo manda a fare il sindaco di Bologna).
Venghino Signori, venghino ad ammirare il "gran ronfante" del Quirinale che si sveglia solo per dire (come il pastore tedesco del Vaticano) che dobbiamo essere tutti piu' bravi e piu' buoni.
Lo spettacolo e' "work in progress", ogni replica uno spettacolo nuovo.










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venerdì 6 novembre 2009

Storia della Croce

C'e' qualcosa di profondamente sbagliato nella presunta difesa del crocifisso messa in atto dai politici italiani, contro la sentenza europea che condanna l'esposizione coatta del Cristo in croce nelle aule delle scuole italiane.

Sbagliato e' il tono: "Togliere il crocifisso? Possono morire! Ma noi non lo togliamo!" ha tuonato pieno di pietà cristiana La Russa con le vene del collo gonfie di veleno. E' il tono di chi meschinamente vuole difendere l'Italia, manco fosse il suo giardino privato, dall'invasore. Un approccio squallido verso il mondo esterno.

E poco convincenti sono anche le motivazioni.

Dicono di voler difendere le radici cristiane, la cristianita', ma sono gli stessi che varano la vergognosa legge per i respingimenti in mare dei migranti criticatissima dalla stessa Chiesa.
Si ergono a difensori della cristianita', ed invece l'unica cosa che vogliono difendere sono i voti dei cattolici a cui mirano.
Quali valori cristiani ci sono nello Scudo fiscale, che premia i disonesti ed i mafiosi alla faccia di chi invece rispetta la legge?


E quel crocifisso che sfoggiano le ministre appeso sul petto, mentre affossano la legge contro l'omofobia, dovrebbe diventare pesantissimo.

Perche' il crocifisso secondo la dottrina cattolica dovrebbe essere il simbolo della difesa degli oppressi, dei piu' deboli, e non un simbolo da ostentare ed usare come un manganello, mentre si compiono azioni del tutto in contrasto con quella dottrina.





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domenica 17 maggio 2009

L'Onu? Me ne frego!



A volte bastano pochi secondi, pochi attimi urlando con la bava alla bocca come ai bei tempi del "Boia chi molla!" per rovinare anni ed anni di understaitment, di "troncare e sopire", di basso profilo, per non spaventare i moderati.

Aveva gia' sbottato il 25 aprile, non era proprio riuscito a trattenersi ("I Partigiani non vanno festeggiati come liberatori.") ma un sapiente lavoro di ricucitura aveva rattoppato l'incidente.

Ma adesso non ce l'ha proprio fatta, deve aver pensato: "Ma come, siamo i padroni assoluti d'Italia, il nostro nuovo con(duce)nte frequenta le minorenni alla luce del sole, ed io devo sopportare una comunista che mi bacchetta?"

Ed ecco che in pochi secondi l'immagine di Fini con la Kippa, la sua miriade di dichiarazioni piu' a sinistra della sinistra, sembrano inutili. In pochi istanti i discendenti di Almirante riacquistano l'antico splendore, o miseria se vogliamo.

"L'Alto Commissariato Onu per i rifugiati non conta un fico secco!" ha tuonato Ignazio con gli occhi scintillanti, indemoniati.

E poi ancora: "..e la sua portavoce italiana Laura Boldrini e' nota solo per essere un esponente di Rifondazione Comunista che porta il cognome di un noto capo partigiano."

Che impeto! Che prosa virile e decisa! Manca solo un "Me ne frego!" ed un "Spezzeremo le reni all'ONU!" e sarebbe perfetto.