Visualizzazione post con etichetta democrazia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta democrazia. Mostra tutti i post

venerdì 5 agosto 2011

La Democrazia del padrone, Il sistema Berlusconi.




Come puo’ essere che dei parlamentari votino le leggi volute dal pornoduce nonostante queste siano palesemente invotabili?
Si spiega facilmente con il sistema Berlusconi.
Prima ha fatto una legge elettorale che permette di essere solo lui a scegliere i suoi candidati, poi ha scelto una miriade di mediocri signor nessuno da far eleggere.
Una volta eletti sono sotto scacco, se non fanno come dice lui, non li ricandida con la perdita di tutti gli incredibili privilegi di cui godono gli eletti.
Questi yesman vuoti e quasi senza volto, votano compatti leggi vergognose e mettono la loro firma su altre che in realta’ sono nate sulle scrivanie degli avvocati della mummia di Arcore.
Altrimenti sanno che per loro la pacchia e’ finita, non avranno mai piu’ la possibilita’ di ricandidarsi.
Poi soprattutto in Campania, Calabria e Sicilia non ha esitato a fare patti con personaggi legati alla malavita come cosentino che pero’ assicuravano un pacchetto di voti. 
Altro sistema collaudato, e’ quello di far eleggere i personaggi della sua corte, gli avvocati, i consulenti, le troiette, i mangioni etc, etc.
E poi questi continuano a fare quel che facevano prima, ma stipendiati da tutti noi.

venerdì 20 marzo 2009

La democrazia in un taxi (e qualche bici).

José Saramago, grande scrittore portoghese premio Nobel per la letteratura, ha scritto nel suo blog questo incisivo post su una delle mille "genialate" partorite dal nostro diversamente onesto premier.

"L’eminente statista italiano di nome Silvio Berlusconi, conosciuto anche con il soprannome de ‘il Cavaliere’, ha appena partorito nel suo privilegiato cervello un’idea che lo colloca in maniera definitiva in testa al plotone dei grandi pensatori politici. Per ovviare ai lunghi, monotoni e lenti dibattiti e per snellire le procedure tra le camere, senato e parlamento, il Cavaliere vuole che siano i capigruppo parlamentari a esercitare il potere di rappresentanza, facendola finita allo stesso tempo col peso morto di alcune centinaia di deputati e senatori che, nella maggior parte dei casi, non aprono bocca durante tutta la legislatura, se non per sbadigliare. A me, devo ammetterlo, sembra un’ottima idea. I rappresentanti dei maggiori partiti, tre o quattro, diciamo, si riunirebbero in un taxi diretto a un ristorante dove, davanti a un lauto pasto, prenderebbero le decisioni del caso. Dietro si porterebbero, ma a bordo di una bicicletta, i rappresentanti dei partiti minori, che mangerebbero al bancone, nel caso in cui ci sia, o in un bar nelle vicinanze. Niente di più democratico. Sulla strada si potrebbe anche cominciare a pensare a come liquidare questi imponenti, arroganti e pretenziosi edifici chiamati parlamento e senato, fonti di continue discussioni e onerose spese che non aiutano il popolo. Di riduzione in riduzione scommetto che arriveremmo all’agorà dei greci. Chiaro, con l’agorà, ma senza greci. Mi diranno che non bisogna prendere sul serio questo Cavaliere.
Sì, ma il pericolo è che si finisca per non prendere sul serio quelli che lo eleggono."

Nulla da aggiungere, se non la profonda vergogna per essere rappresentati da questo essere volgare e pericoloso.