giovedì 25 ottobre 2012

Sallusti a San Vittore (tanto non ci andra')


Io non credo che un giornalista possa scrivere qualsiasi cosa, e non risponderne se quello che scrive e’ diffamazione, falsita’ o peggio.In particolare mi riferisco a Sallusti che ha permesso di scrivere sul giornale da lui diretto, una montagna di falsita’ ed incitamento all’odio.
Non solo, nell’articolo c’era scritto addirittura che meritava la morte.

Non contento, Sallusti ha rifiutato di pubblicare per anni qualsiasi rettifica o scuse dopo che si e’ scoperto che le accuse mosse nell’articolo era inventate di sana pianta.
E poi, come la ciliegina finale sulla torta, ecco che salta fuori il vero autore dell’articolo incriminato, niente meno che quel Farina gia’ radiato dall’ordine dei giornalisti quando si scopri’ che era una spia al soldo dei servizi segreti, esperto in manipolazione di notizie ed opinione pubblica.
Farina poi, ha confessato di essere l’autore dell’articolo infamante solo adesso che ha il culo parato, essendo nel frattempo stato eletto deputato per il Pdl.

Come si faccia poi ad eleggere un figuro cosi’ resta un altro mistero delle schifezze combinate dal pornoduce e di questa legge elettorale tutt’ora vigente.

Sallusti in galera? Se lo e’ ampiamente meritato.

martedì 16 ottobre 2012

I tartassati


Anche se Monti non la chiama cosi’, quella appena varata dal governo e’ comunque una nuova manovra finanziaria di sangue e disperazione.
L’ennesima in pochissimi mesi.
Ed a fronte di un ridicolo “taglietto” dell’Irpef, nuove tasse colpiscono gli italiani, sempre piu’ spremuti come limoni.
Pero’ mi viene da pensare che se Fiorito “er Batman” ha fatto sparire diversi milioni di euro senza che nessuno se ne accorgesse per tempo, e 800.000 euro il suo omologo dell’IDV, vuol dire che ricevono molti, ma molti piu’ soldi di quelli che in effetti avrebbero bisogno.
E non sarebbe il caso, invece di continuare a taglieggiare gli italiani con le tasse, di tagliare una bella fetta di quei soldi ai gruppi politici?
Ed e’ mai possibile che non ci sia un regolamento che obblighi a presentare ricevute e motivazioni valide per ogni spesa? Addirittura ci sono “ricevute” scritte a penna su post-it, fra quelle presentate da Fiorito.
Un governo serio, una politica normale, non eccezionale, ma normalissima, avrebbe gia’ fatto un regolamento stringente e verificato l’effettiva necessita’ di quei gruppi parlamentari.
Invece si continua ad alzare la pressione fiscale per “salvare” l’Italia.
Si, l’Italia magari sara’ salva, ma gli italiani saranno tutti morti.  
 

mercoledì 3 ottobre 2012

Dell'antipolitica

Mi fanno ridere quei soloni, questi pseudo giornalisti e politici, che di fronte a chi si sdegna ed e’ schifato dalle ruberie enormi della politica italiana, dicono “Se continuiamo a far di tutta l’erba un fascio, distruggiamo la democrazia, miniamo alla base il rapporto che c’e’ fra i cittadini e le istituzioni.” Ma di fronte allo spettacolo indecente di quel grandissimo ladro di Fiorito, a Formigoni, al pornoduce che cerca di ricattare barattando l’approvazione della legge anticorruzione con un emendamento che lo salvi dal processo Ruby (e ne cito solo qualcuno), cos’altro si puo’ fare se non essere schifati, provare ribrezzo per questi politici, questi amministratori dediti esclusivamente all’arricchimento personale e l’accrescimento del potere. Che si sono creati un sistema chiuso che impedisce il ricambio, che cercano in tutti i modi di perpetuarsi ad libitum senza preoccuparsi dell’enorme disastro provocato dalla loro mala gestione della cosa pubblica. Alle prossime elezioni, vincera’ l’antipolitica, con tutti i rischi del caso, e sara’ stata solo colpa dei politici italiani di lungo e lunghissimo corso che ci hanno portato ad una crisi economica senza precedenti, arricchendosi e prosperando solo loro ed i loro accoliti.

sabato 7 aprile 2012

La Lega ti frega, e' italiana!


Si, alla fine della sua parabola ascendente, Umberto Bossi si dimostra pieno di orribili difetti che piu' italiani non si puo'.
Uso disinvolto dei soldi pubblici per uso privato (di rara comicita' involontaria la frase di Umberto: "La ristrutturazione della mia casa e' stata fatta a mia insaputa!") nepotismo verso figli, trote, girini e famigli che piu' non si puo', delle vere teste di rape fatte eleggere per vivere a nostre spese, Porsche e case in centro.
Tutto a nostre spese.
Come un qualsiasi politico socialista o democristo dell'epoca in cui la Lega divenne grande attaccando proprio questi vizi che vent'anni dopo causano le dimissioni dell'Umberto.
E poi la difesa come un Craxi o Berlusconi qualsiasi, "il complotto dei giudici!".
Ma quello che piu' mi sconvolge e' la scelta del tesoriere della Lega, un concentrato di falsi diplomi e lauree, collusioni con la camorra ed un passato che fino all'incontro con l'Umberto l'aveva portato solo alla carriera di buttafuori.
Come puo' una forza politica come la Lega scegliere uno cosi'?
Naturalmente non mi aspetto grandi crolli di consenso della Lega, tranne un minimo fisiologico, perche' gli elettori della Lega negli anni hanno digerito i matrimoni padani, le divinita' celtiche, la cerimonia del Dio Po, la creazione della fantomatica Padania e tutto quello che hanno votato in parlamento per sostenere il pornoduce, da Ruby figlia di Mubarak al salvataggio di Cosentino.
Pero' una cosa dovreste aver capito, cari padani verdi, il vostro Umberto e' il piu' italiano degli italiani.

venerdì 2 marzo 2012

Non chiamatelo Sport

Il calcio a livello professionistico, e non solo purtroppo, non ha piu’ nulla a che vedere con lo sport nel senso piu’ alto del termine.
E’ una guerra per bande.
I valori sportivi come la lealta’, il rispetto dell’avversario, il rispetto delle regole e soprattutto l’onesta’ intellettuale, sono scomparsi completamente.
La cosa piu’ importante e’ che la propria banda vinca, oppure al massimo, che la banda rivale perda.
Non importa in che modo, non importa a che prezzo, tutto e’ sacrificabile sull’altare della vittoria.
E cosi’ Buffon che dice che non avrebbe mai aiutato l’arbitro non e’ altro che un componente del Clan che accetta la gogna mediatica perche’ sa che nella sua banda guadagnera’ un rispetto incredibile, che tutti sappiano che per la sua banda e’ disposto a sacrificare l’onore sportivo.
E nei forum dei tifosi il vero pensiero e’ questo ”Che goduria!”.
Si, perche’ l’italiano in generale, ed il tifoso di calcio in particolare, e’ felicissimo quando vince al 90 su un rigore che non c’era, o con un gol di mano.
E’ contento di aver fregato gli avversari e soprattutto le regole, e’ piu’ forte di lui. Quindi smettiamola di andare a cercare modelli di comportamento ed esempi di sportivita’ nel calcio, la legge non scritta della guerra per bande non lo permette, mai. 




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sabato 21 gennaio 2012

Fasciotassisti



Dopo i gravissimi episodi di ieri a Genova e Milano, ma un po’ in tutta Italia ci sono stati gli stessi casi di violenza e squadrismo, non capisco come si possa tollerare ancora il comportamento violento ed arrogante dei tassisti. E’ vero che sono in gioco le loro vite, il loro lavoro, ma non e’ cosi’ per moltissime altre persone? A causa della riforma delle pensioni ci sono milioni di italiani che dovranno lavorare cinque anni in piu’, e non e’ bello, soprattutto per chi era quasi arrivato alla pensione. Hanno bloccato le citta’, hanno inseguito, minacciato e picchiato chi la pensava diversamente come hanno invece fatto i tassisti? Non mi risulta. Mentre mi risulta che nonostante ci sia una palese interruzione di pubblico servizio ormai da molti giorni, oltre alle violenze, e nessuna autorita’ o forza d’ordine, polizia, carabinieri, sia intervenuta. Io ricordo operai, pastori sardi, studenti e ambientalisti, tutti manganellati e caricati in massa per molto meno. Hanno pagato la licenza in media 150.000 euro, magari con il mutuo o ipotecando la casa e capisco che siano molto preoccupati, ma questo non giustifica tutta una serie di comportamenti prepotenti, fascisti e violenti che stanno attuando. Soprattutto perche’ sappiamo bene che tutti i tassisti sono degli evasori fiscali. Dichiarano in media 15.000 euro l’anno, ma sappiamo bene che questa cifra e’ solo meno della meta’ della realta’. Non rilasciano mai la ricevuta se non insisti, molti girano di giorno con la tariffa notturna, se vuoi pagare con carta di credito ti rispondono che dovevi dirlo quando hai chiamato. Se la corsa per loro e’ troppo corta, la rifiutano. Per andare a Malpensa fra andata e ritorno costa circa 200 euro, in molti casi piu’ del volo andata e ritorno che si deve prendere, e’ assurdo. E noi permettiamo che questi truffatori, questi violenti, questi fasciotassisti blocchino le nostre citta’ in nome dell’egoismo? Una piccola proposta, rimborsiamo con meccanismi a scalare chi ha acquistato a caro prezzo le licenze e ripartiamo con un nuovo servizio che sia davvero pubblico, non esoso e controllato davvero dai comuni, che non inciti all’evasione fiscale.

venerdì 5 agosto 2011

La Democrazia del padrone, Il sistema Berlusconi.




Come puo’ essere che dei parlamentari votino le leggi volute dal pornoduce nonostante queste siano palesemente invotabili?
Si spiega facilmente con il sistema Berlusconi.
Prima ha fatto una legge elettorale che permette di essere solo lui a scegliere i suoi candidati, poi ha scelto una miriade di mediocri signor nessuno da far eleggere.
Una volta eletti sono sotto scacco, se non fanno come dice lui, non li ricandida con la perdita di tutti gli incredibili privilegi di cui godono gli eletti.
Questi yesman vuoti e quasi senza volto, votano compatti leggi vergognose e mettono la loro firma su altre che in realta’ sono nate sulle scrivanie degli avvocati della mummia di Arcore.
Altrimenti sanno che per loro la pacchia e’ finita, non avranno mai piu’ la possibilita’ di ricandidarsi.
Poi soprattutto in Campania, Calabria e Sicilia non ha esitato a fare patti con personaggi legati alla malavita come cosentino che pero’ assicuravano un pacchetto di voti. 
Altro sistema collaudato, e’ quello di far eleggere i personaggi della sua corte, gli avvocati, i consulenti, le troiette, i mangioni etc, etc.
E poi questi continuano a fare quel che facevano prima, ma stipendiati da tutti noi.