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giovedì 25 ottobre 2012

Sallusti a San Vittore (tanto non ci andra')


Io non credo che un giornalista possa scrivere qualsiasi cosa, e non risponderne se quello che scrive e’ diffamazione, falsita’ o peggio.In particolare mi riferisco a Sallusti che ha permesso di scrivere sul giornale da lui diretto, una montagna di falsita’ ed incitamento all’odio.
Non solo, nell’articolo c’era scritto addirittura che meritava la morte.

Non contento, Sallusti ha rifiutato di pubblicare per anni qualsiasi rettifica o scuse dopo che si e’ scoperto che le accuse mosse nell’articolo era inventate di sana pianta.
E poi, come la ciliegina finale sulla torta, ecco che salta fuori il vero autore dell’articolo incriminato, niente meno che quel Farina gia’ radiato dall’ordine dei giornalisti quando si scopri’ che era una spia al soldo dei servizi segreti, esperto in manipolazione di notizie ed opinione pubblica.
Farina poi, ha confessato di essere l’autore dell’articolo infamante solo adesso che ha il culo parato, essendo nel frattempo stato eletto deputato per il Pdl.

Come si faccia poi ad eleggere un figuro cosi’ resta un altro mistero delle schifezze combinate dal pornoduce e di questa legge elettorale tutt’ora vigente.

Sallusti in galera? Se lo e’ ampiamente meritato.

domenica 21 dicembre 2008

Paghi tre prendi una (solenne fregatura).

La sentenza dello scandalo Parmalat che manda tutti assolti e condanna il solo Tanzi, e' una di quelle sentenze che non si puo' non pensare che sia "teleguidata".

Innanzitutto mettetevi l'anima in pace: nonostante tutti i giornali e telegiornali abbiano sparato "Tanzi condannato a 10 anni di carcere", il truffatore di Parma non vedra' mai il carcere. Fra appelli e ricorsi ci vorranno anni e siccome presto superera' l'eta' per il carcere, non ci andra' mai.

La cosa peggiore e' che non essendoci altri colpevoli, migliaia di cittadini truffati non potranno ricevere indennizzi. Quindi le banche che hanno prestato miliardi alla Parmalat sulla base di documenti falsi costruiti con scanner e fotocopiatrice (che avrebbe scoperto un qualsiasi ragioniere al primo giorno di lavoro), facendo guadagni enormi su commissioni ed interessi, che hanno rifilato il bidone "azioni Parmalat" ai loro clienti guadagnando ancora, non sono colpevoli di nulla.

E' impossibile credere che le banche siano solo vittime dei raggiri di Tanzi. Non ci crede nessuno.

Il risultato comunque e' che Tanzi non fara' un giorno di prigione, i suoi soldi sono sicuramente al sicuro in conti esteri, le banche non rimborseranno nessuno e tutta la gente che si e' rovinata con la Parmalat e sperava di recuperare qualcosa, e' stata fregata tre volte, da Tanzi, dalle banche e dalla "giustizia" italiana.


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