lunedì 1 giugno 2009

Avvoltoi di citta'


Stamattina a causa di una congiunzione astrale malefica (tre multe prese in moto la scorsa estate passando per una trappola del comune di Milano, un tratto di 50 metri vietato fra due tratti invece percorribili in moto) e dell'impossibilita' di delegare qualcuno a causa del ponte lavorativo, sono andato in Posta dopo anni di assenza. L'ufficio era pieno all'inverosimile, avevo il numero A117 ed erano appena all'A028, ed allora sono uscito sul marciapiedi per prendere un po' d'aria dalla bolgia infernale. Siamo in tanti anche qui fuori e fra chi fuma e chi legge appoggiato alle auto, cominciamo a scambiare due chiacchiere sul tempo e varie amenita' quando si sentono due urla distinte di donna dalle finestre del palazzo sopra la Posta. Alzo gli occhi verso l'alto e vedo una pioggia luccicante che scende verso il marciapiede. "Ocio!(occhio!) Spostatevi!" grido mentre la "pioggia" cade tintinnando sul marciapiede. Non e' acqua, sono pezzi piccoli di metallo ed uno dopo aver rimbalzato due volte va a fermarsi affianco alla mia scarpa destra, e' un anello d'oro da donna con una pietra azzurra. E gli altri pezzi sono orecchini, bracciali, collane.. almeno trenta pezzi. Guardo ancora su e vedo apparire le chiome candide di due donne che urlano istericamente: "Raccoglieteli! Per favore! Raccoglieteli! Adesso scendiamo!" insieme con una decina di persone raccogliamo il piccolo tesoro nel foulard di una signora giusto in tempo per vedere il custode del palazzo precedere trotterellando le due donne che stanno uscendo dallo stabile. "Grazie, grazie!" ci dicono le signore mentre tolgono i gioielli dal foulard e li ripongono in piccole borse di velluto. Sono entrambe sulla settantina e sono sicuramente sorelle. "Ma come avete fatto a farli cadere?" domanda la sciura del foulard. "Ho scosso la tovaglia con le briciole e non mi sono resa conto dei gioielli." Risponde imbarazzata una delle due mentre l'altra continua a ricontrollare i gioielli. Quando finalmene vanno via, un vecchietto che evidentemente conosce il custode gli dice: "Peppino, ma non sono mica troppo normali quelle due?!"
E Peppino alzando gli occhi al cielo e abbassando la voce dice. "Non mi far parlare. In casa c'e' la madre ancora calda, morta ieri sera e loro due si azzuffano da stamattina su chi deve prendere cosa. Hanno gia' rotto due soprammobili di Capodimonte per non cederla all'altra."
E cosi' scopriamo che la pioggia di gioielli era dovuta ad uno scatto d'ira di una delle due sorelle rapaci. Davvero due bei esemplari di avvoltoi da citta'.



3 commenti:

soul ha detto...

Ehehehe, sorelle -coltelle! :-)

Artemide Diana ha detto...

Commento alla romana, mai così consono:

Ammàzzate ahò!

Angelo del fango ha detto...

Non avevo parole per definirle.. ed anche chi mi stava vicino.. sono bastate le espressioni schifate delle facce