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domenica 5 giugno 2011

Marchionne, il dritto di Chieti



"L'Italia deve cambiare"
dice Marchionne, nato a Chieti nel 1952 e diventato il dritto di Chicago nel 2010.
Forte del fatto che la Chrysler ha restituito un prestito statale agli USA in largo anticipo, crede di poter sfruttare il momento per proferire ancora una volta le solite minacce agli operai italiani.
L'Italia deve cambiare, ed io, caro il mio furbacchione, un cambiamento in mente ce l'ho.
Si, cambiamo, facciamo come gli Usa.
Non piu' soldi a a fondo perduto alla Fiat e cassa integrazione quando la Fiat e' in perdita, ma prestiti.
Prestiti da restituire proprio come ha fatto Obama, ed un rappresentante dello Stato nel consiglio d'amministrazione col diritto di veto su tutte le decisione.
E quando la Fiat torna in attivo, restituisce il prestito, proprio come negli Stati Uniti.
Si, cambiamo, ti piace questo cambiamento, caro il mio volpone?




Il dritto di Chicago



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martedì 8 settembre 2009

La protesta operaia ai tempi di papi.


Anche la protesta dei lavoratori si e' adeguata a questi tempi.
Prima chi saliva sul Colosseo era un matto, una macchietta da commedia all'italiana oppure era una spettacolarizzazione organizzata e fintamente spontanea a Sanremo.
Oggi, dopo il caso dell'Innse, sta diventando la regola.
D'altronde hanno anche ragione, i sindacati sono quasi muti, la storica alleanza con gli studenti e' scomparsa, gli imprenditori pensano solo a svendere l'azienda per salvare il portafogli, chi volete che si fili gli operai, i precari della scuola se si limitano alle solite manifestazioni? Giusto Raitre, almeno fino a quando non sara' "normalizzata" e la questura per dimezzare la stima del numero dei manifestanti.
E allora saliamo sul Colosseo, sulle gru, sui palazzi del potere, drammatizziamo la protesta per adeguare il livello sonoro al chiasso che ci circonda ovunque, da certa Tv a certi giornali, dal vippame che sbarca con i mezzi anfibi sulle spiagge protette in Sardegna, alla Grotta Azzurra invasa dai liquami di scarico.
Tutto adeguato a questi tempi di pura follia, in cui la normalita' sta diventando impossibile e chi non grida e' solo uno sfigato.


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giovedì 2 aprile 2009

Louise - Michel

Mentre gli operai sequestrano i manager, quelli di questo delizioso film francese vogliono addirittura uccidere il padrone affidandosi ad uno pseudo killer che mi ricorda quelli imbranatissimi di "Ti amero' fino ad ammazzarti".


lunedì 9 marzo 2009

Pane e libertà



Quando Veltroni fondando il Pd disse che il suo viaggio politico cominciava a Barbiana e che il suo ispiratore principale era Don Milani, io feci un post in cui dicevo che fondando un partito che si proponeva di raccogliere l'eredita' della sinistra era perlomeno inopportuno, con tutto il rispetto per Don Milani che comunque si distingue dagli altri cattolici, ispirarsi ad una figura così fortemente connotata dalla religiosità. E molto modestamente scrissi anche alla buonanima di Uòlter, ovviamente non rispose nessuno, esprimendo questa perplessità e proponendo, perlomeno di affiancare come apice del Pantheon, la figura dalla statura morale altissima di Giuseppe Di Vittorio, un vero eroe di tutti i lavoratori.
Da sempre sono un grande estimatore di Giuseppe Di Vittorio, un uomo che ha sempre creduto profondamente in quello che faceva, nel difendere i diritti dei lavoratori senza prestarsi ai giochi dei partiti, alle lusinghe del potere.
Quando i carri armati di Mosca spezzarono la primavera di Praga, disse: "Fra i carriarmati e gli operai, noi preferiamo sempre gli operai." facendo infuriare Togliatti.

Rai Uno ha realizzato uno sceneggiato in due puntate sul grande sindacalista della Cgil chiamato "Pane e Libertà". Un titolo che richiama il bellissimo film di Ken Loach "Terra e Libertà" sulla guerra civile in Spagna a cui partecipò anche Giuseppe Di Vittorio. Il 15 e 16 marzo RaiUno ore 20.45, una delle poche occasioni in cui conviene restare incollati al video.