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lunedì 22 novembre 2010

Pensieri molesti

Casini:"Ci siederemo ad un tavolo per discutere con berlusconi. Ma solo se ci faranno sedere su qualche poltrona e ci sara' da mangiare."

Dell'Utri: "La sentenza e' uno scandalo. Non sono stato io a portare la mafia da berlusconi. Gli era piaciuto lo spot pubblicitario."

mercoledì 22 luglio 2009

La crisi non esiste. Capriola, piroetta ed opla'! Vi salviamo noi dalla crisi.



L’Italia, che paese meraviglioso.
In quale altro paese si assisterebbe allo spettacolo dei governanti che discende direttamente dalla commedia dell’arte? In quale altra nazione avendo a disposizione solo un misero canovaccio, il governo si esibirebbe con questa maestria da maschera abituata a improvvisare, a cambiare tutto in corsa, a ribaltare quel che era vero ieri nel significato opposto? Solo qui, in Italia dove giustamente nacque la commedia dell’arte.
Fino a ieri per il governo la crisi non esisteva, e chi l’evocava era uno sporco disfattista e sabotatore. "La crisi non esiste! bisogna chiudere la bocca e non dare pubblicita' ai media catastrofisti!" papi dixit.
Oggi invece la maschera che interpreta il governo, fa una piroetta, un inchino e opla’! Ecco pronto un provvedimento urgente da far approvare alle camere. “Chi dice che il governo non fa nulla per la crisi?” Dice il guitto rivolto al popolo bue “Ecco pronto un decreto che salvera’ la nazione dalla catastrofe. E visto che rompete le palle, lo blindiamo con la fiducia, cosi’ facciamo prima.”
Non e’ meraviglioso vivere in questo paese in cui la politica e’ ogni giorno divertente ed imprevedibile come le piu’ grandi rappresentazioni dei maestri della commedia dell’arte? Arrivederci alla prossima capriola.


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martedì 2 giugno 2009

Contestiamo Papi ovunque vada

Credo che facciamo malissimo a concentrarci solo sulle cronache di Topolandia, su Noemi, su Topolanek ed Apicella.

Naturalmente sono fatti gravi che in qualunque altro paese serio e con dei giornalisti meno servili avrebbero provocato la sparizione dalla vita pubblica di Papi. Ma qui siamo in Italia, dove i giornalisti veri scarseggiano e le mani di Papi si stendono su quasi tutte le Tv e giornali.

Quello che davvero dovrebbe colpirci, sono i numeri spaventosi della crisi in Italia che Papi ed i suoi dipendenti pomposamenti chiamati ministri, fingono di ignorare. La disoccupazione ormai e' al 10%, il Pil e' crollato a quasi -6 e non accadeva da quasi 50 anni. Licenziamenti, cassa integrazione e fallimenti sono all'ordine del giorno. Abbiamo i salari piu' bassi d'Europa, nessun ammortizzatore sociale e le file dei Precari, i nuovi schiavi senza alcun diritto si ingrossano sempre di piu', senza parlare del debito pubblico che lievita oltre ogni soglia.

In tutto questo disastro i provvedimenti del governo sono inesistenti, ha salvato solo le banche e quindi se stesso. Neanche gli appelli della chiesa, di confindustria, della confcommercio, dei sindacati hanno ottenuto alcun effetto concreto.

E ci ritroviamo con un premier che invece di lavorare per risolvere la crisi che sta investendo il paese, si affanna l'anima per nascondere Topolandia e la sentenza Mills.

Fara' con gli italiani come ha fatto con gli abruzzesi che chiedono la ricostruzione delle loro case, a loro ha promesso di mandarli in vacanza in crociera, a noi una gita a Gardaland.

Cosa aspettiamo a cacciarlo? Bisogna organizzare contestazioni dovunque lui vada, e non per gridargli solo: "Papi! Noemi! Topolandia!", ma chiedendo anche di fare qualcosa di concreto per l'Italia e non solo per Mediaset.


lunedì 13 aprile 2009

Capitani di sventura, non hanno piu' l'esclusiva.


Negli anni '80 nacque il mito dei supermanager, quelli che avevano sempre l'esclusiva, che non avevano tempo da perdere, che prendevano una decisione importante ogni 3 minuti netti. La pubblicità li elesse a miti, le campagne con manager bellissimi e sorridenti, la famosa "Milano da Bere", che festeggiavano l'ennesimo successo hanno imperversato per piu' di venti anni. E via con supermanager che compravano le auto migliori, le case più belle, lo smacchiatore piu' efficente, l'assorbente intimo in grado di farvi vincere l'ennesima esclusiva. Tutti volevano diventare supermegamanager d'attacco, nessuno piu' voleva fare lo sfigatissimo operaio o l'artigiano. Al massimo ci si accontentava di fargli da schiavi come impiegati semplici, respirando l'odore del successo da vicino. Poi c'erano i manager di borsa, i broker, quelli che come per magia moltiplicavano i guadagni senza produrre nulla, ne un tondino, ne un bullone, nulla. Sembrava quasi che avessero trovato la pietra filosofale, creavano i soldi dai soldi, senza bisogno di fabbriche, operai, mercati, distribuzione, nulla. Poi comincirono ad esagerare, ad inventare modi sempre piu' “creativi” e sempre meno leciti ed arrivarono i primi scandali: Enron negli States, Cirio e Parmalat da noi per esempio e "Milano da bere" divenne "Milano da pere". Ma i campanelli d'allarme squillarono a vuoto fino alla gravissima crisi odierna in cui banche, assicurazioni e finanziarie intrecciate fra loro si sostengono a vicenda come un castello di carte pronto a cadere al primo spiffero di vento (Le banche concedono mutui e prestiti che non vengono rimborsati, li assicurano, ma le assicurazioni non pagano perche' hanno finito i soldi ed il castello dell'economia virtuale crolla.) Adesso i supermanager vengono insultati, invitati al suicidio, sequestrati ed addirittura uccisi sia pure in un film . E' ora di ricominciare a dare il giusto valore alle cose, al lavoro inteso come fatica, e non come atto di furberia piratesca che permette di diventare ricchi in un lampo.

lunedì 8 dicembre 2008

L'Hummerone blu, che non frenava piu'..


Mentre ormai da anni tutto il resto del mondo aveva intrapreso una via piu' ecosostenibile nella produzione di automobili, gli Usa se ne sono sempre altamente fregati.

Hanno inventato e venduto milioni di Suv e Pick up, dei veri carrarmati altamente inquinanti ed assetati come un alcolizzato, da usare come auto per tutti i giorni.

Nel Paese in cui tutto viene costruito a misura d'auto, l'auto di riferimento ha sempre avuto tre elementi distintivi: lunghezza notevole, pesantezza accentuata e consumo elevatissimo ignorando la crisi del petrolio e le conseguenze ambientali gravissime.

Leggo sul Sole24ore che General Motors chiede ufficialmente scusa per questa politica sconsideratamente arrogante e miope. Cos'e' successo per far accadere questo miracolo? Questione di $$ dollari $$, naturalmente. Negli Usa hanno sempre pagato pochissimo la benzina, e questo permetteva l'uso di auto che consumavano come aerei. Improvvisamente il prezzo della benzina alla pompa è aumentato tantissimo costringendo i consumatori a ripiegare su modelli sicuramente piu' parchi nei consumi, e sicuramente non Statunitensi. Da qui il crollo delle vendite e la necessita' di riconvertire tutta la progettazione, produzione e vendita dei prodotti.

Ma i $$ dollari $$ per questa riconversione, si parla di circa 20 miliardi di $$ dollari $$, la General Motors non li ha. E facendo come fa la Fiat in Italia da oltre 40 anni, minaccia velatamente il licenziamento di milioni di dipendenti se lo Stato non si accolla questa spesa ingentissima.

Scuse accettate, Mr. Wagoner. Ma naturalmente erano solo dovute. Attendiamo con ansia la "500" americana, l'avreste mai immaginato?










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