Pasolini dovette inventare il geniale "Io so" per raccontare quello che stava accadendo nel Paese dietro le maschere del potere.
Oggi non ce ne sarebbe bisogno, ogni giorno ci viene sbattuta in faccia senza vergogna l'arroganza, l'impunita', la corruzione e le minacce come sistema di governo.
E mentre i manganelli mediatici di regime bombardano a tappeto le teste degli italiani con la storia della privacy del corruttore del consiglio, non passa nulla sui contenuti delle telefonate, quelle si scandalose oltre ogni limite.
I presunti "garanti" dei cittadini insultati e minacciati perche' non chiudono Annozero, gente pagata lautamente da noi tutti che viene apostrofata con un "ti ho messo io li'!" che fa cadere l'ultima maschera sulle enormi bugie che non coprono piu' la realta'.
Siamo in mano ad una banda senza scrupoli che fregandosene della tragedia economica di imprenditori ed operai, fa lavorare lo Stato ad ogni livello per i suoi tornaconti personali.
Pasolini:
"Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero."
Noi no, noi sappiamo perche' senza nessuna vergogna ce lo dicono in faccia.















